La sfida ambientalista
Tutti in piazza per la difesa del Parco. Le organizzazioni ambientaliste si sono ritrovate domenica 28 ottobre a Bracciano con stand, musica, giochi, escursioni in una giornata che è culminata nel pomeriggio con un forum incentrato sulle recenti polemiche in merito ai progetti della Vicarello SpA di nuove costruzioni per circa 30.000 metri cubi di cemento. Progetti che sono stati recepiti da una variante approvata dal Comune di Bracciano e che hanno avuto un parere positivo da parte dell’Ente Parco.
I rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste hanno vivamente contestato il rischio di nuove colate di cemento che, anche ad Anguillara e Trevignano, possono pregiudicare gli obiettivi stessi della salvaguardia dell’area protetta consentendo nuove edificazioni nelle aree di pregio. Il sindaco di Bracciano Giuliano Sala ha minimizzato l’impatto ambientale del progetto Vicarello che rappresenterebbe, ha detto, un incremento dello 0,0038 per cento per metro quadrato sugli oltre 1000 ettari dell’attuale azienda agricola e che riguarda il recupero dei casali, la creazione di alcuni impianti sportivi (tra cui un campo da golf) e soprattutto la riapertura delle terme con il potenziamento della recettività alberghiera. La palla passa ora alla Regione Lazio che dovrà decidere sulla perimetrazione definitiva del Parco e sull’interpretazione da dare alle aree contigue” (in sostanza: su queste, salvo quello della caccia, rimangono gli altri vincoli del Parco?). Come si presenterà l’opposizione alla Giunta Storace su questi temi? Lo vedremo, e intanto abbiamo interrogato in merito tre consiglieri regionali della sinistra che hanno partecipato al Forum di Bracciano.
Angelo Bonelli no al “tagliaparchi”
Qual’è l’atteggiamento dei verdi nei confronti della proposta della Regione Lazio per un nuovo perimetro del Parco e per tenere conto del limite del 30% per la caccia?
“La giunta regionale del Lazio ha ridotto deI 11,5 % il parco di Bracciano e Martignano circa 2.700 ettari sono stati tagliati. In modo subordinato alle associazioni dei cacciatori e dei grandi proprietari fondiari è stata data una prima sforbiciata che colpisce in modo forte e doloroso l’equilibrio del parco stesso esponendo ad un’aggressione l’equilibrio faunistico e idrogeologico del parco.
L’aver inserito il bosco di Manziana e l’alveo del fiume Arrone è una foglia di fico per sostenere che da una parte si taglia dall’altra si aggiunge. Ma Manziana e l’alveo del fiume Arrone erano già protetti da vincoli di tutela integrale e di inedificabilità apposti dal ministero dei Beni Culturali. L’opera di Storace è quindi quella di un “tagliatore di parchi”.
La riperimetrazione della giunta regionale ha recepito completamente la proposta dell’Unavi (associazione di cacciatori) del Lazio e prevede tra le altre cose l’esclusione dal parco del 50 % della tenuta Odescalchi che giunge sino al lago, di poggio dell’Oriolo e di molte altre aree di grande importanza ambientale tra cui anche una parte della tenuta di Vicarello per oltre 100 ettari che riguardano lo “scopitone di Vicarello e il macchione”. Su pressione della lobby dei cacciatori e con l’avallo della giunta di centrodestra vanno fuori dal parco 2700 ettari. Le argomentazioni portate per giustificare il taglio operato sul parco, ovvero il superamento della soglia del 30% di territorio protetto nella provincia di Roma, sono pretestuose e superate da recenti sentenze del Tar del Lazio e da disposizioni del Ministero dell’Ambiente. Il valore del 30 % è un valore indicativo e non ordinatorio”.
Quali iniziative avete preso per opporvi a questi sviluppi?
“Ho inviato al commissario per l’ambiente Wallstrom un esposto chiedendo l’apertura di una procedura d’infrazione per quanto la regione Lazio sta facendo e per i rischi che l’equilibrio idrogeologico dei due laghi sta correndo. I laghi di Bracciano e Martignano riforniscono di acqua potabile la città di Roma e alcuni centri della costa tirrenica: oltre 3,5 milioni di persone bevono l’acqua che viene dai due laghi. E per questi motivi dobbiamo coinvolgere nella battaglia in difesa del parco anche alla città di Roma e non solo. Il parco di Bracciano e Martignano dovrà diventare un simbolo della battaglia per la tutela delle aree protette non solo nella nostra regione ma anche a livello nazionale ed internazionale contro la politica dello “sforbiciamento” messo in atto dal centrodestra. Per questo abbiamo lanciato un appello internazionale a cui hanno aderito Università straniere, tra cui cito la Sorbonne di Parigi, intellettuali, attori, comitati, cittadini”.
