Di Maria Paola Quaglia
Elezioni comunali alle porte. Il laboratorio politico Alleanza Democratica lavora ad un innovativo progetto amministrativo e sperimenta le primarie
Trevignano Comune Virtuoso? Certo la strada è lunga e impervia, ma è proprio questo, in estrema sintesi, il sogno che sta perseguendo la neo associazione di trevignanesi che, qualche mese fa, si è formata in vista delle prossime elezioni comunali. Alleanza Democratica, questo il nome della lista civica, è nata grazie allo stimolo dei quattro consiglieri d’opposizione (Rolando Luciani, Viera Capitani, Piero Catena, Ovidio Francesconi), i quali insieme al circolo Pd locale (sono tutti e quattro iscritti), a novembre scorso hanno organizzato un’assemblea al Cinema Palma.
L’adesione è stata (forse inaspettatamente per gli stessi organizzatori) entusiasta e numerosa. Sono tanti i cittadini di Trevignano, di antica e recente residenza, in cerca di un riferimento per le prossime elezioni di primavera. E, non trovandolo nelle vecchie logiche locali legate a gruppi famigliari più che a ideologie politiche o a interessi super partes – e ormai sorpassate se non dai tempi sicuramente dall’intensificarsi e dal rinnovamento della popolazione – hanno reagito con interesse, speranza e disponibilità alla proposta di creare una nuova entità per varare un programma politico di ispirazione progressista e rispondente alle reali esigenze del territorio e di chi lo abita. Annullando nello stesso tempo le divisioni interne all’opposizione e arrivando all’individuazione di un candidato sindaco della lista civica attraverso il meccanismo delle primarie (vedi articolo di Enzo Merlina).
Forte l’adesione anche alla proposta di costituire dei gruppi di lavoro per lavorare, in modo concreto e fattivo, sul programma nei suoi diversi aspetti. Ne sono scaturiti otto gruppi, che andranno poi a formare delle commissioni permanenti di consulenza per la nuova giunta, se fosse quella partorita da Alleanza Democratica: comunicazione, scuola e politiche giovanili, sport e turismo, sanità/servizi sociali/sicurezza, servizi amministrativi, cultura, attività produttive e ambiente.
Non a caso l’ambiente lo citiamo per ultimo: questo gruppo, proprio perché lavora su temi quali la salvaguardia e il buon uso del territorio (e ahimè il suo consumo), le relazioni con il Parco regionale, la gestione dei rifiuti, l’acqua nelle sue diverse accezioni (dal contratto con l’Acea al problema fluoro e arsenico nell’acqua potabile, dal concetto di acqua “bene comune”’ al lago con le sue sponde, il suo stato di salute, la sua salvaguardia,) è infatti il cardine di quello che vuole essere un buon programma. Non a caso è il gruppo di lavoro con più sottogruppi, a iniziare dall’urbanistica che lavora sulle incongruenze della variante di piano regolatore adottata e, al momento, non ancora approvata; sul concetto di piano strutturale (e anche di consorzio di Comuni) da utilizzare al posto del superato concetto di piano regolatore; sull’idea del recupero e della valorizzazione del patrimonio ambientale e immobiliare. E poi il sottogruppo rifiuti che sta lavorando sull’ipotesi di un miglioramento e di un innalzamento della percentuale della raccolta differenziata (introducendo nuovi criteri di tassazione e di sgravi fiscali per i cittadini “virtuosi”), sul progetto di uno nuovo eco-centro rispondente ai parametri di legge (a differenza di quello esistente non in regola), sull’idea di un censimento tributario e su una verifica del numero di utenze.
C’è poi il sottogruppo viabilità delle strade, che si trova, tra i problemi da affrontare con proposte operative e sostenibili, la messa in sicurezza delle strade e una nuova concezione di viabilità (nuovi parcheggi, utilizzo di navette etc.). Anche il sottogruppo delle energie rinnovabili che studia come ridurre i consumi energetici per gli immobili di proprietà pubblica e per la pubblica illuminazione e come incentivare la messa in opera di impianti fotovoltaici nelle case private.
Infine il sottogruppo “comuni virtuosi” che è quello che tiene le fila con l’associazione dei Comuni Virtuosi, che studia il loro statuto e il loro manifesto, che analizza ogni punto del programma in costruzione per accertare se ci si sta muovendo nella direzione giusta, ovvero virtuosa. Si tratta di una scommessa non facile, quella di arrivare ad avere le qualità necessarie per poter diventare Comune Virtuoso. Non facile ma possibile come dimostrano i vicini Oriolo e Corchiano, che già rientrano nell’associazione. Così come è difficile, ma non impossibile da percorrere, la strada che si è prefissata Alleanza Democratica. In questi mesi, al di là del fervore del lavoro dei gruppi e dei confronti appassionati nelle periodiche assemblee, si è assistito anche a momenti di dissapore, di sfiducia e di perdita di entusiasmo. Com’è forse giusto che sia in un confronto democratico e in un cammino nuovo.
Comunque al momento il programma – messi insieme e approvati in assemblea i lavori delle commissioni – è stato varato e il prossimo 20 marzo si terranno le primarie. Tanta fatica certo, ma ne vale la pena perché la posta in gioco è alta: ne va del nostro futuro e del nostro territorio. Anzi del nostro futuro IN questo territorio.
