Di Enzo Merlina
Nate negli Stati Uniti come metodo di determinazione dei candidati-presidenti, le primarie sono state importate in Italia e sinora utilizzate dal centro-sinistra, sia su base nazionale che su base locale. Nonostante alcuni non esaltanti risultati recenti (vedi il caso a Napoli), le primarie restano uno dei sistemi democratici di maggior successo per garantire “dal basso” la scelta di uno o più candidati alle elezioni.Ed è attraverso questo strumento che “Alleanza Democratica”, la neonata formazione politica a Trevignano, sceglierà il suo candidato-sindaco domenica 20 marzo. Ovviamente, perchè le primarie risultino convincenti, è necessario che vi sia una notevole partecipazione e una trasparenza di risultati, per evitare possibili polemiche a urne chiuse che potrebbero portare a una non-identificazione nel candidato risultato vincente. Per queste ragioni Alleanza Democratica lancia una campagna informativa per raggiungere il maggior numero possibile di elettori, sia con metodi tradizionali come il volantinaggio, poster informativi, mailing, che attraverso strumenti più moderni come Facebook (dove il gruppo conta già quasi 500 “amici”).
Alle primarie avranno diritto di voto tutti i cittadini italiani e stranieri in regola residenti a Trevignano, purchè maggiorenni o che comunque raggiungano la maggiore età alla data che sarà fissata per le elezioni amministrative di primavera. Allo scopo sarà formato un comitato organizzatore, composto da otto elementi che devono rappresentare Alleanza Democratica secondo i suoi principi fondanti, oltre al coordinatore attuale, Carlo Verona, e un delegato in rappresentanza di ogni candidato alle primarie in qualità di capo-listino. Vi sarà quindi un certo numero di listini che dovranno portare a loro supporto almeno 100 firme di aventi diritto al voto nelle primarie, firme che devono essere verificate dal comitato organizzatore. Il tutto sembra, a prima vista, un po’ macchinoso, ma in realtà il meccanismo serve proprio per dare il massimo della trasparenza all’operazione e garantire che il vincitore possa effettivamente diventare il candidato di tutti. Ricordate negli Stati Uniti, McCain a Obama, al termine delle primarie? “Sinora è stato il mio avversario, adesso diventa il mio presidente”. D’accordo, Trevignano non è in America, ma, nel suo piccolo, sarebbe bello che qualcuno dicesse qualcosa di simile…
Dice Verona, il coordinatore: “La sana competizione, tipica delle primarie, trasparente e leale, costringe i futuri candidati a esporsi, presentarsi, farsi conoscere, per entrare il più possibile in sintonia con la comunità, senza filtri o artificiose promesse, costituendo così un momento importante, fondamentale per la vita e il futuro politico di Trevignano”.
Interessante notare che il vincente avrà il diritto, ma non l’obbligo, di diventare il candidato-sindaco, così come in ogni listino (composto da un capo-listino e tre elementi) dovranno essere presenti almeno una donna e una persona al di sotto dei 40 anni di età.
