Di Maria Paola Quaglia – Ormai in tutti i Comuni rivieraschi si fa la raccolta differenziata porta a porta. Bene? Si certo, ma c’e un problema. Un piccolo manipolo di incivili preferisce gettare la “mondezza” per strada, dove rimane per mesi. Risultato: viviamo tutti in una discarica
“Aumenta la differenziata. Grazie a chi sta impegnando”. Lo slogan sul sito web del Comune di Trevignano (dove dallo scorso gennaio si fa la raccolta rifiuti porta a porta) sottolinea la gratitudine dell’amministrazione per tutti noi cittadini che prima di buttare un vasetto di yogurt lo laviamo, quindi gettiamo il coperchio nel secchio dell’alluminio e il resto nella plastica, che riuniamo diligentemente i cartoni, quotidiani e pezzettini di carta (anche minuscola) per metterli nel sacco giallo; o che ospitiamo per settimane decine di bottiglie di vetro nel portabagagli dell’auto in attesa che la campana apposita sia libera, Siamo in tanti e siamo fieri di contribuire alla civiltà e al futuro del Paese (con la maiuscola) che rischia ogni giorno di più di restare sommerso dai rifiuti.
Eppure questo impegno pluriquotidiano, all’infuori dello slogan citato, non trova alcun altro elogio ne riscontro, anzi. E per “anzi” non ci riferiamo all’aumento della Tarsu (tassa sui rifiuti urbani) del 25 per cento, o perlomeno non solo a questo, bensì allo stato di sporcizia in cui viviamo noi residenti sul lago di Bracciano. Come dire: il premio per I’impegno “ambientale” della stragrande maggioranza dei cittadini è quello di vivere in mezzo alla sporcizia e al degrado ambientale, insomma in uno sporco lago.
Ma c’e relazione tra la raccolta della differenziata a domicilio, attiva ad Anguillara, Trevignano e in alcune zone di Bracciano e lo stato di imbarbarimento in cui versano Ie strade di collegamento dei tre centri e tra questi e Ie provinciali? Molto probabilmente c’è. Ed è individuabile nell’abbandono della spazzatura da parte degli irriducibili alla differenziata (e ai comportamenti civili) che non trovando più i cassoni della “monnezza” trovano più comodo depositarli (meglio: lanciarli dal finestrino dell’automobile) sui bordi stradali. Va da se che tempo poche ore i sacchetti si squarciano, anche grazie al contributo dei selvatici e dei randagi attirati dall’odore, mostrando open air il loro maleodorante contenuto: lattine, avanzi di cibo, cartacce, oggetti di ogni natura e tipo. Per non parlare dei rifiuti ingombranti, mobili e mobiletti, elettrodomestici in disuso, sfalci, insomma tutto ciò che si potrebbe portare, con la stessa fatica e lo stesso consumo di benzina – e con molta, molta più civiltà – nelle isole ecologiche delle quali sono dotati ormai tutti i Comuni. Basta far cadere gli occhi sulle cunette della Settevene-Palo, nella strada di collegamento tra Anguillara o Trevignano o tra questo e Bracciano, subito dopo Vicarello, o sotto Bracciano stessa, per rendersene conto.
Ci sono addirittura cumuli di sacchetti che stanno crescendo di giorno in giorno con ambizione di discariche, senza contare Ie cataste semi-permanenti accanto alle campane del vetro. Insomma un disastro paesaggistico, un degrado che – in tandem con politiche sul territorio spesso dissennate – va a inficiare la vocazione turistica del lago e dei centri che vi si affacciano.
“Questa estate molti turisti, soprattutto stranieri, si sono lamentati per la sporcizia delle strade. Qualcuno ha addirittura deciso di accorciare il soggiorno” dice un’impiegata dell’URP di Trevignano. “Come guida turistica e come cittadina attenta all’ambiente sono indignata e addolorata per come viene rovinato un posto bello come questo. Addirittura non vengono più organizzati i tour sul lago di Bracciano proposti ai crocieristi delle grandi navi attraccate a Civitavecchia”, si lamenta con enfasi Angela Scholtz, tedesca da tanti anni residente sul lago. E aggiunge Teresa Fabbricotti, titolare di una guest house della zona: “A fronte di un mio impegno decuplicato nel dividere la spazzatura degli ospiti spesso riluttanti nel farlo personalmente (anche i bravi cittadini nordeuropei), mi ritrovo davanti casa cumuli di sacchetti e spazzatura di ogni genere, anche oggetti ingombranti”.
CHE FARE?
Con chi prendersela perché il diritto civico di vivere in un luogo pulito (diritto per il quale paghiamo Ie tasse) venga rispettato?
E soprattutto che cosa si dovrebbe fare per arrivare velocemente a una soluzione? Due Ie facce di questa medaglia: da un lato come educare quei cittadini sconsiderati, prepotenti e strafottenti delle regole, che non hanno capito come il bene comune – in quanto tale – e anche un “bene” loro, e che suscitano indignazione e rabbia tra i cittadini virtuosi chissà perché ci viene in mente lo scudo fiscale…). E dall’altra come imporre ai responsabili la salvaguardia del territorio, in questo caso che la pulizia delle strade venga effettuati con regolarità e con maestria? Per il primo aspetto di educazione civica, abbiamo provato a stilare, insieme a diversi cittadini e cittadine del lago sensibili all’argomento, una piccola lista di suggerimenti alle amministrazioni dei tre paesi del lago (vedi box).
Per i! secondo aspetto – di chi e la responsabilità della pulizia? – ci siamo imbattuti in un groviglio di responsabilità tipico del più puro Made in Italy. Cercando di semplificare al massimo: la raccolta differenziata spetta ai comuni che si affidano a società private mediante gare d’appalto (EcoSud a Trevignano, Bracciano Ambiente a Bracciano e cosi via). Ci sarebbe da approfondire se Ie modalità della gara sono fatte al meglio, se Ie somme stanziate dai comuni sono adeguate, se Ie società in appalto lavorano bene e via dicendo. Ma questa e un’altra storia. Anche la pulizia delle strade dei centri urbani (e delle spiagge), da cartello di inizio a cartello di fine paese, compete al comune che anche in questo caso lo da in appalto. Ci sono poi Ie strade provinciali, quei chilometri che vanno dal cartello di fine paese, per intenderci, al cartello del paese adiacente. In questo caso la pulizia dei bordi strada spetta alla provincia. Chiaro no? Non proprio, perche la provincia non ha mai completato, nella sue competenze, la rimozione dei rifiuti: dunque si fa carico del taglio dell’erba delle banchine e rimuove rovi e rami, mentre la spazzatura finisce tutt’al più nelle lame del “trinciatore” e, sminuzzata com’e, rimarrà li nei secoli.
Senza contare che per banchina si intende solo quello che rientra entro il metro e mezzo dalla strada, mentre la spazzatura che finisce nei terreni adiacenti competono al proprietario del terreno stesso (private o comune).
I cassonetti invece sono sempre di competenza dei comune, anche se si trovano sulle strade provinciali. Insomma, una bella moltiplicazione di competenze, il cui risultato e il solito dannatissimo gioco dello scaricabarile. “lo da straniera non riesco proprio a ritrovarmici in questa complicazione burocratica”, esclama esasperata Angela Scholtz.
Tranquilla signora Scholtz, non ci capiamo nulla neanche noi, che in Italia ci siamo nati.
Però vogliamo capire, e vogliamo delle risposte. Anzi, meglio, esigiamo delle soluzioni.
Come educare gli “zozzoni”? Le idee dei cittadini
Cittadini incivili e prepotenti, che impongono la loro sporcizia a tutti noi: ecco qualche idea per convincere incivili o superficiali a fare una corretta raccolta differenziata e a non gettare la spazzatura per strada. I suggerimenti arrivano da alcuni residenti dei paesi del lago e invitiamo chiunque abbia un’idea al riguardo di scrivere in redazione per segnalarcela.
1) I tre comuni del lago e la provincia dovrebbero formare un coordinamento mirato a diversi aspetti della vita dei cittadini (e del turismo) e in prime luogo alla pulizia ambientale e delle strade del lago;
2) Parlare di riciclaggio, fare riunioni, fornire dati, raccontare il percorso fatto dai nostri rifiuti differenziati;
3) Parlare di riciclaggio nelle scuole, insegnare con costanza e in modo adeguato a seconda delle età, la cultura del rispetto. Nella nostra società di bambini superprotetti, supercoccolati, supernutriti, i minori sono un grande veicolo di idee verso la famiglia (come ben sa la pubblicità che cerca di agire soprattutto sui piccoli). Un bambino che prova vergogna se il padre lancia la spazzatura per strada può far modificare il comportamento famigliare;
4) Mettere telecamere nei punti critici e grandi cartelli con I’indicazione delle multe previste per I’abbandono dei rifiuti. Cambiare spesso la posizione delle telecamere come succede per i fotofinish delle automobili;
5) Pubblicizzare in modo massiccio la presenza di Isole Ecologiche e la loro gratuità, evidenziando altresì lìesistenza di sanzioni in caso di non rispetto delle regole;
6) Creare un numero verde intercomunale perché i cittadini che siano testimoni di una scorrettezza in tema rifiuti possano segnalarlo immediatamente; aumentare il numero di guardie municipali o ausiliari che vigilino sul territorio;
7) Intensificare i controlli nei sacchetti della differenziata e moltiplicare le multe (che già ci sono state) in caso di gestione errata;
8 ) Sanzionare pesantemente coloro che vengono colti in flagrante (o con indizi che ne indichino la responsabilità) nel lasciare sacchetti o oggetti ingombranti per strada. E cercare di diffondere il più possibile la notizia;
9) Aggiungere dei cassonetti, preferibilmente di raccolta differenziata, nei luoghi ‘topici” dei lago, sulle piazzole, nei belvedere etc., dedicati soprattutto ai turisti della domenica;
10) Affidarsi anche alle affissioni per strada o al poster negli esercizi commerciali (supermercati e bar) per diffondere messaggi di civiltà e corretta informazione.
