Archivio storico de "La Voce del Lago".

Finalmente a Bracciano la Pala di Gregorio e Donato di Arezzo

Posted by on 22 ott 2011 in Bracciano, Numero 65 - Gen. 2011 | 0 comments

Finalmente a Bracciano la Pala di Gregorio e Donato di Arezzo

Di Carla Michelli

Dopo quarant’anni di assenza torna nella originaria sede della collegiata di Santo Stefano la tavola giottesca

Dopo anni di vicissitudini romane il 23 dicembre 2010 alle 10.30 alla presenza del sindaco Giuliano Sala, dell’assessore alla Cultura Giampiero Nardelli, del parroco della Collegiata di Santo Stefano don Nicola Fiorentini, e del presidente dell’Associazione Forum Clodii  Massimo Mondini con tutti i suoi numerosi soci, circondati da una folla di braccianesi, sono finalmente tornate a Bracciano le preziose tavole trecentesche del Redentore e dell’Assunta di Gregorio e Donato di Arezzo ( 1315).Il lungo percorso che ha caratterizzato il restauro e la permanenza di queste opere a Palazzo Venezia presso la Soprintendenza di Roma è stato tortuoso e difficile, con anni di abbandono nei depositi del Palazzo, numerosi ostacoli burocratici,  frequenti passaggi di testimone  dei dirigenti responsabili del restauro sin dai tempi di Almamaria Tantillo Mignosi.

Questo però non ha fermato la risolutezza e l’impegno sia del Comune che di Bruno Panunzi, di Aldo Pedaletti, di  Pietro Mango  e di molti altri che per anni si sono  dedicati  con impegno al progetto di ritorno alla sede originaria della preziosa opera d’arte. L’idea di creare un museo d’arte sacra legato al Duomo  di Bracciano era nata più di  quarant’ anni fa da un incontro tra il parroco di Bracciano Don Nicola Fiorentini, Bruno Panunzi, recentemente scomparso, che sempre si è dedicato alla valorizzazione della cultura locale, e il professor Pico Cellini, restauratore di profonda professionalità (restaurò molte opere di Caravaggio), grande scopritore di falsi da quelli etruschi e romani a quelli legati alla contemporaneità, consulente di molti musei americani per cui creò una sorta di data base  volto allo smascheramento dei falsi, autore nel 1992 di un libro autobiografico dal titolo  Pico Cellini. Falsi e restauro.  Il padre di Pico Cellini fu un noto pittore degli inizi del ’900, oltre che un artista di opere grafiche legato all’ambiente di Gabriele D’Annunzio.

Al fine quindi di riordinare le opere appartenenti al Duomo,  fu  affidato a Pico Cellini il restauro di alcune tele, fra cui la Madonna del Rosario (Pala Orsini ) di anonimo pittore di scuola fiorentina del sec. XVII di forte ispirazione barocca  con le immagini di San Domenico e Santa Caterina da Siena e al centro Paolo Giordano Orsini, duca di Bracciano, e la tavola seicentesca di Giacinto Gemignani da Pistoia raffigurante San Sebastiano. Vennero poi restaurati antichi paramenti sacri.  Infine si provvide a mettere ordine all’inventario di  numerosi Atti dell’Archivio Parrocchiale, che giacevano dimenticati da anni.

La nascita dell’Associazione Forum Clodii nel 1972, volta al recupero e alla valorizzazione beni archeologici e storico-artistici, favorì e incrementò questo grande lavoro di ripristino e di valorizzazione con l’impegno di molte persone  appartenenti all’Associazione, che hanno facilitato anche l’acquisizione di importanti finanziamenti da parte della Regione Lazio  decisivi per la valorizzazione del Duomo di Bracciano con notevoli opere di restauro.

La finalità era anche quella di realizzare nei vecchi locali della Sacrestia  del Duomo un’esposizione di oggetti sacri grazie ad una fase di ricerca e di restauro del molto materiale rinvenuto nei locali, tra cui preziose pianete di fattura romana e napoletana di raffinata qualità. Con il determinante contributo del Comune,  si è arrivati  nel 2000 ad inaugurare finalmente  un  museo d’arte sacra con l’intento di ospitare, con tutti i  necessari apprestamenti riguardanti la sicurezza, le tavole di Gregorio e Donato d’Arezzo, assenti da Bracciano da circa quarant’anni essendo  state trasferite alla Soprintendenza di Roma nel lontano 1972.

Nel 2005 iniziò l’avventura  che mirava a far rientrare l’opera a Bracciano, ma continui intralci burocratici dopo la direzione della dottoressa Almamaria Tantillo Mignosi rendevano questo passaggio molto difficile, finché con l’avvento della dottoressa Egidia Coda venne individuata una sala dove poter esporre le tavole restaurate in tutto il loro splendore. La scelta ricadde sull’ex biblioteca ricondizionata secondo le norme che stabilivano la corretta climatizzazione.

La direzione dei lavori di restauro  del trittico trecentesco portò  ad un altro cambiamento in Soprintendenza con la dottoressa Cantone;  la nuova restauratrice che si era occupata dei lavori, la dott.ssa Tollo, ha posto  mano all’opera per circa un anno, fino al completamento nel dicembre scorso del restauro delle tavole, attraverso un importante lavoro di ripristino dell’originaria cromia in tutte le splendide variazioni luminose. La base in legno che serviva da supporto alle tavole è stata eseguita da un artigiano della Soprintendenza, Carlo Serino, con l’ausilio della ditta Il Pialletto di Bracciano.

Una storia molto lunga che si è finalmente conclusa positivamente. Ora il nuovo ambizioso progetto che la Forum Clodii si propone di realizzare è di ottenere la restituzione  di una pittura cinquecentesca su tavola originariamente situata nella chiesa di San Lorenzo a Pisciarelli (il nome deriva  dalla vicina sorgente dell’acqua Precilia o da un antico Pesculum o Peschio citato in un atto di locazione del 1466) edificata da Paolo Giordano Orsini intorno al 1550. La tavola è anch’essa in restauro presso la Soprintendenza di Roma a Palazzo Barberini. Essa era stata attribuita  allo Pseudo-Bramantino, anonimo discepolo di Bartolomeo Suardi attivo tra Roma e Napoli nei primi due decenni del secolo XVI, in tempi più recenti l’autore dell’opera è stato identificato con  Pedro Fernandez de Murcia, di origine ispanico-fiamminga e di formazione lombarda attivo tra la fine del sec. XV e gli inizi del sec.XVI.

Inoltre l’Associazione Forum Clodii e don Nicola Fiorentini  stanno lavorando al ripristino, che sarà presumibilmente ultimato nella prossima primavera, dell’Archivio storico della Collegiata di S.Stefano affinché venga aperto al pubblico insieme alle opere di tutto il Museo d’arte sacra dedicato alla memoria di Bruno Panunzi, da cui è partito il progetto originario.

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