Di Alfredo Di Stefano
Ci vuole la creazione di un consorzio di” Tutela dell’Immagine Lago di Bracciano”Siamo diventati di più, nel senso che ci siamo allargati, o ancora che altri hanno bussato e noi (già europeisti) abbiamo aperto, oppure che abbiamo aggiunto alla nostra striminzita minestra un piatto in più. Mettetela come vi pare, ma sta di fatto che dal primo maggio il grande Paese Europa ha allargato i propri confini. Un allargamento partito dal 1957 col trattato di Roma fino ai nove paesi del 1973, passando per Maastricht del 1981-86, per arrivare ai “quindici” del ’95 .Questa è storia (non ci piove!). Ora siamo in 25 e miriamo ad allargarci ancora. Venticinque paesi con la propria storia, con le proprie memorie, con i propri nazionalismi passati per l’odio e la pulizia etnica, poi per l’oblio, per vecchi rancori in un futuro comune. Retorica a chili, falsità, strette di mano, fischi: a Gorizia si abbatte l’ultimo muro d’Europa (un muretto con una rete metallica separava la città dalla slovena Nova Gorica dal ’47). La vecchia porta chiusa all’Est, da dove secondo la più tradizionale propaganda democristiana s’è temuto che volessero passare le truppe sovietiche. E pensare che proprio al più grande dei democristiani, uno che meriterebbe un capitolo a parte nello studio della storia politica italiana (alla pari con Cavour e col maestro di provincia Giolitti): De Gasperi, uno cresciuto e allevato nell’impero austroungarico, già dal 1951 era arrivato il grande stimolo europeista per cultura o semplicemente per realismo con la costruzione attorno al progetto Ced (Comunità economica di difesa) di una comune costituzione (che a distanza di ben 53 anni non si riesce a varare) e di un parlamento che c’è ma che sovente manca di rappresentanza.
Una Grande Unione, il primo mercato nel mondo, con 453 milioni di europei, 20 lingue e 190 combinazioni linguistiche per la solita bandiera che continuerà ad avere dodici stelle. Aumentano i deputati europei, ma con meno seggi per ogni Paese, ed ai Paesi viene assegnato un numero di voti proporzionale alla loro popolazione. I vecchi equilibri, del tipo franco-tedesco, potrebbero essere messi in discussione (se fossi in voi non ci giurerei). Undici mila riunioni annuali (pranzo compreso) e altri 2 mila nuovi funzionari ( E “io” pago!) Sembra che non ci sarà una fuga di massa, una specie di esodo dei parenti poveri dell’Est. È stata studiata una clausola “restrittiva”. Probabilmente non reggerà. Il passaporto sarà obbligatorio ancora per due anni. Le merci avranno libero scambio, ma niente paura per le uova e la carne che arrivano dalla Polonia e dintorni: saranno “filtrate” da verifiche sanitarie con 22 posti di ispezione alle frontiere sui nuovi confini e con 15 “avanguardie” sanitarie, insieme a periodiche commissioni. Più tranquilli? Manco per niente! Già da tempo le nuove (e vecchie) mafie si sono condensate nei nuovi Paesi, quelli con manodopera a basso costo. Ed a quelli, delle leggi sanitarie “restrittive/supercontrollate”, gli e ne può frega’ di meno. Già dal 1962 l’agricoltura è la madre di tutte le politiche comuni. Entrano 4 milioni di agricoltori e si aggiungono 5,76 miliardi di euro di fondi per le aree svantaggiate dei “nuovi”. Addio per noi ai due euro e mezzo al giorno che hanno ingrassato fino ad ora le nostre vacche. Il giro di vite questa volta ci tocca; ci sarebbe stato bisogno di nuovi patti agrari, ma vallo a spiegare ai nostri governanti! Per l’inquinamento ed il rispetto delle norme ambientali già dal 2000 Bruxelles eroga (a volte regala) un contributo di 500 milioni l’anno ma non se ne vedono gli effetti figuriamoci i benefici. Ogni paese dovrà destinare il 2 per cento del Prodotto interno lordo per gli standard ambientali. Si finanzieranno nuove discariche o cambierà finalmente la musica?E il turismo? Quello sì che comincia ad interessarci. È qui la sfida! Come riuscire a valorizzare tutti, ma proprio tutti, i campanili europei. In pratica: come ritagliare uno spazio “visibile” dalle nostre parti al nostro Lago, fra un parco cartaceo, discariche, dormitori romani e qualità della vita che cambia (non in meglio), nei vecchi ma soprattutto nei nuovi Paesi che dal primo maggio sono diventati mete più facilmente raggiungibili, dove natura arte gastronomia insieme a ricchezza pro capite inferiore, li rendono appetibili ai nostri sensi ed al nostro portafoglio. La concorrenza avanza. Perché gli olandesi dovrebbero preferire il nostro lago al mare della Lituania con dune di 60 metri spendendo due soldi? Credo proprio che questa volta dovremo radunare le intelligenze locali su comuni obiettivi con progetti che partono dal basso verso una programmazione comune. Come? Intanto creando un consorzio di” Tutela dell’Immagine Lago di Bracciano” fra i tre paesi lacuali, inserendo un progetto globale (e non tanti mini progetti fine a se stessi e ad interessi privati) nella grande “Agenda Bruxelles”. Fatevi avanti sindaci vecchi e nuovi. Già da ora cominciamo a creare attenzione nei politici (anche se non è facile), che già vi stanno rompendo le scatole per accaparrarsi il vostro voto con la promessa che si occuperanno di voi ( in senso plurale) dall’Europarlamento, su una progettualità non fine a se stessa. E poi tampinateli: fatevi dare il loro personale numero di telefono, ed una volta eletti, tempestateli di telefonate, tanto per ricordargli che gli avete dato un voto e quindi sono diventati i rappresentanti dei vostri interessi sociali. Troppo comoda la vita a Bruxelles! Tutto sommato non sono un euroscettico.
