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Variare la variante?

Posted by on 12 feb 2005 in Numero 34 - Feb. 2005, Trevignano | 0 comments

Variare la variante?

Di Corrado Placidi

Il punto sull’urbanistica di Trevignano in un dibattito il 6 marzo.

ll dibattito programmato dall’associazione “Tre per Tre” per il 6 marzo 2005 al centro culturale “la Fontana” dal titolo“Variare la Variante? Il punto sull’urbanistica di Trevignano” è una buona occasione per interrogarsi su quale sia il percorso più favorevole che l’amministrazione comunale dovrebbe intraprendere per uscire dall’impasse attuale. Aiuta, inoltre, a sgombrare il campo da qualche fraintendimento. L’associazione non inneggia al sindaco ed all’assessore all’urbanistica, non appoggia l’attuale maggioranza, non svolge attività di lobby, non sponsorizza soci né altri personaggi che soci non sono. E non lo fa perché non lo può fare, per statuto, né intende farlo. Dedica energie ed attenzione ai due settori di sua competenza, la cultura e l’ambiente. In sintesi ha cura del bene ambiente nella sua accezione più estesa. Chiuso il siparietto, esamino tre fatti avvenuti dall’insediamento del rinnovato consiglio comunale. Il primo implica una domanda. Sarà mai attuato il programma presentato, prima delle elezione amministrative, dalla lista civica capitanata da Massimo Luciani?Mi riferisco in particolare alla manifestata promozione della partecipazione dei cittadini e delle associazioni in applicazione dello statuto comunale e delle leggi sulla trasparenza degli atti amministrativi. Il secondo fatto si riferisce alla situazione, ormai contingente e preoccupante, dei rifiuti solidi urbani e dell’acqua. Il consigliere delegato all’ambiente, Antenore Cecchini, sembra ancora nella fase di studio ed apprendimento delle problematiche che si dibattono nel comprensorio sabatino in materia di ambiente. Certo nel paese i cassonetti, ogni mattina, vengono svuotati, l’isola ecologica apre i suoi cancelli, negli orari previsti, e l’acqua scorre dai rubinetti. Ma la cittadinanza non conosce quale sia la sua posizione e quella dell’amministrazione comunale sul futuro della discarica di Cupinoro. Non sa sulle iniziative per aumentare la percentuale della raccolta differenziata e proporre, finalmente, la raccolta porta a porta con la tassazione sui soli rifiuti conferiti e non con il calcolo basato sui metri quadri di abitazione. Ancora,sul monitoraggio dei pozzi privati, su i problemi del Cobis in presenza di pioggia e sul prelievo dell’acqua del lago di Bracciano da parte dell’Acea. E già che parlo di ambiente e del suo necessario controllo come giustificare “l’incidente di percorso” (leggi assenza di autorizzazione da parte dell’Ente Parco) per il parziale taglio del bosco di Rocca Romana? Ancora una volta, manca l’informazione ed è assente il coinvolgimento dei cittadini su cose che rivestono notevole importanza e avranno ripercussione sulla qualità della vita dei residenti. Alla carenza di comunicazione si contrappone una piccola luce: il clima di maggiore serenità che si respira nell’ufficio Urbanistica. Novità che potrebbe avere felici orizzonti e include anche il ruolo più incisivo e motivato dei vigili urbani delegati al controllo dell’edilizia e del territorio. Il terzo fatto corregge una anomalia della passata legislatura dove erano stati eletti i soli componenti la maggioranza e quindi non era possibile il confronto tra i due opposti schieramenti. Vedere oggi, in consiglio comunale,i cinque consiglieri dell’opposizione quasi sempre presenti apre qualche speranza. La fase di presa di coscienza è ormai terminata e mi aspetto che la vigilanza ed il controllo sull’operato della giunta siano esercitati in modo puntuale. In particolare attorno a due argomenti: il migliore sviluppo ipotizzabile per il paese e la valorizzazione sostenibile del territorio. A questo proposito gli smottamenti della rupe prospiciente via Ginori Conti, accaduti alla fine del 2004, dovrebbero allarmare tutta la comunità. Gli elementi per verificare se esiste una reale coscienza civica e se l’opposizione svolgerà un ruolo incisivo saranno, io credo, le scelte tecniche deliberate per evitare nuove e più estese frane e quelle politiche relative al futuro della Variante di aggiornamento al Piano regolatore. La situazione urbanistica rimane comunque il problema centrale. Le possibili opzioni su cosa fare della Variante adottata nel mese di luglio 2003 sono ancora tutte e tre presenti. Per i distratti ricapitolo: controdeduzioni alle osservazioni presentate a suo tempo da cittadini ed associazioni con rigetto di quelle giudicate “inopportune” ed invio del fascicolo alla Regione Lazio per l’approvazione; ritiro per autotutela; revisione completa con nuova adozione e pubblicazione degli elaborati per le eventuali osservazioni. La prima ipotesi è apparentemente la più semplice, ma porterebbe ad una inevitabile bocciatura della Variante da parte della Regione Lazio perché il piano adottato non presenta i presupposti per una sua approvazione senza radicali modifiche. Il ritiro della Variante e conseguente incarico di un nuovo Piano regolatore sarebbe la soluzione più corretta. Permetterebbe nuovi studi ed approfondimenti, una differente elaborazione e la possibile consultazione della cittadinanza, ma provocherebbe una presumibile “vivace” discussione nella stessa maggioranza e ha tempi certamente lunghi. La revisione, si intende una sostanziale rielaborazione di quanto adottato, presenta tempi più brevi rispetto alla stesura di un nuovo Piano e potrebbe rivelarsi meno traumatica. Forse è la soluzione di una situazione che ormai è definibile di emergenza, positiva specialmente se fosse consentito ai cittadini e alle associazioni di esprimere, prima della necessaria adozione, il loro non vincolante ma utile contributo. Il dibattito previsto per domenica 6 marzo 2005 si configura, quindi, come la prima tappa del percorso per fornire indicazionie discutere quale sia la giusta scelta tra le tre opzioni descritte.

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