Archivio storico de "La Voce del Lago".

Bosco di Rocca Romana, la si taglia, la si pianta

Posted by on 12 feb 2005 in Numero 34 - Feb. 2005, Trevignano | 0 comments

Bosco di Rocca Romana, la si taglia, la si pianta

Di Settimio Cecconi

Il Comune di Trevignano autorizza tagli per 4.000 metri cubi di legname senza il nulla osta del Parco. Per riforestare un’altra area a poche centinaia di metri l’Unione Europea aveva stanziato centinaia di migliaia di euro. Dov’è la programmazione?

Nell’estate del 2003 il bosco di Rocca Romana fu dato alle fiamme da piromani tuttora ignoti. A distanza di due anni l’amministrazione comunale di Trevignano, con apposita delibera, ha incaricato una ditta boschiva di Bracciano di procedere ad un taglio di ricostituzione, ovvero ad una sorta di bonifica dell’area, con il taglio degli alberi bruciati e/o malati. Fin qui non ci sarebbe nulla di particolarmente strano. Le stranezze cominciano dal fatto che la relazione tecnica allegata alla delibera autorizza il taglio di ben 4.000 metri cubi di legname, un dato abnorme per un’area in cui la percentuale delle piante danneggiate dell’incendio va dal 20 al 90 per cento per le diverse particelle interessate. Altro fatto interessante per il cittadino è il prezzo dell’aggiudicazione. La ditta Moscato dovrà infatti pagare al Comune di Trevignano la cifra di72.420 euro per la massa di legname tagliata, ad un prezzo di 18 euro al metro cubo. Considerando anche le spese per le perizie tecniche sostenute dal Comune non è certo un affare per i cittadini trevignanesi. Altro fatto piuttosto curioso è che il taglio del bosco che interessa un’area integralmente ricadente in area A di Parco non ha ricevuto il nulla osta dell’Ente Parco Bracciano-Martignano. A quel che ci è dato sapere il Comune di Trevignano ha comunicato la sua intenzione di taglio senza però richiedere il regolare nulla osta come prescrive la legge. Dal Parco (incomprensioni burocratiche, disguidi?) nessuno si è peritato di avvisare l’amministrazione comunale che il nulla osta è obbligatorio e i lavori sono cominciati. Solo l’azione delle associazioni ambientaliste e l’interessamento di un consigliere dell’Ente Parco ha fatto sì che il disboscamento venisse interrotto. Cattive figure (per usare un eufemismo) a ripetizione. Negli uffici del Comune di Trevignano, a cinque anni dall’istituzione dell’area protetta, non conoscono ancora la legge regionale 29/1997? E al Parco un avviso di taglio illegittimo in quanto sprovvisto della necessaria autorizzazione, non causa non dico un intervento di almeno qualche domanda? Questioni a cui ci piacerebbeavere delle risposte. Un’altra considerazione si impone. A poche centinaia di metri in linea d’aria dall’area bruciata la Comunità Europea ha avviato negli anni passati, tramite il Comune di Trevignano, un’azione di riforestazione. Importo dell’investimento (citiamo a memoria) intorno ai 400-500 mila euro! È possibile che i soldi dei cittadini vengano spesi da una parte per riforestare e dall’altra a distanza di 500 metri per tagliare? Ma si dirà, è un taglio di ricostituzione! Bubbole. Un taglio di ricostituzione non si fa con una relazione tecnica che si occupa soprattutto di valutare l’importo economico dell’affare e con l’affidamento a una ditta boschiva che fa legittimamente il suo lavoro che è quello di tagliare per il suo profitto, non per tutelare la conservazione ambientale. Ma non è finita. L’area del taglio è stata oggetto di uno studio compiuto dal professor Pignatti, forse il botanico italiano più illustre e dal dottor Tescarollo, studio commissionato e pagato dall’Ente Parco. A che pro? Per sapere quali saranno le rarità vegetali distrutte dalle motoseghe e dai camion? Noi non sappiamo se in tutto questo quadro poco edificante vi siano atti che possano interessare il magistrato. Appare ancora più grave il fatto che un bosco di proprietà pubblica in un’area protetta venga utilizzato solo per fare legna, senza uno straccio di progettualità, qualche idea che vada al di là del metro cubo del tagliato, al di là degli affari. Ma lo sanno al Comune di Trevignano che la Unione Europea finanzia la conversione ad alto fusto dei boschi all’interno delle aree protette? Il bosco di Rocca Romana non appartiene agli amministratori di Trevignano, appartiene ai suoi cittadini presenti e futuri, è un patrimonio di natura, di ossigeno, di biodiversità, di storia. Ma queste parole pare vadano bene per i depliant turistici, mica per amministrare.

Leave a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>