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Manziana, variante al PRG l’iter a che punto è

Posted by on 10 mar 2004 in Manziana, Numero 24 - Mar. 2004 | 0 comments

Manziana, variante al PRG l’iter a che punto è

“La Voce del Lago”

Nelle osservazioni il coordinamento ambientalista chiedeva una fascia di rispetto di 200 metri per il bosco Macchia Grande, lo stralcio dei terreni della Fondazione Vittori ma le richieste non sono state accolte. Censiti inoltre fino al 2001 oltre mille abusi edilizi. Lo strumento urbanistico sta per essere rinviato alla Regione Lazio per la definitiva approvazione.

A che punto è la variante generale al Piano Regolatore di Manziana, preparata dall’architetto Corrado Sciarrini? Il 16 dicembre 2000, il Consiglio comunale di Manziana ha approvato il progetto di variante. I cittadini hanno presentato le osservazioni, la delibera è stata adottata e inviata alla Regione Lazio, il cui Comitato Tecnico ha apportato alcune modifiche. Il 29 dicembre scorso il Consiglio comunale di Manziana ha accettato, suo malgrado, tutte le modifiche della Regione, con l’intento di accelerare i tempi per l’approvazione definitiva. E ora la variante sta per essere mandata nuovamente alla Regione per l’ultimo atto. Ma in quella seduta è avvenuto qualcosa di molto strano. Come riporta La Ventola, bollettino d’informazione del gruppo consiliare di opposizione “L’Ulivo per l’Italia” di Manziana, cinque consiglieri e il sindaco stesso, Generoso Mancini sono dovuti uscire dall’aula, perché sottoposti ad indagine della Magistratura, in relazione proprio alle modalità di stesura della variante.

Manziana, foto aerea degli anni '70

Ma vediamo un po’ nel dettaglio cosa prevede questo importante atto di programmazione territoriale.
È previsto un aumento della popolazione del 41 per cento, senza aumentare in egual misura i servizi e le infrastrutture necessarie. Non viene preso in considerazione il Piano Territoriale Paesistico: infatti aree boscate pregevoli dal punto di vista naturalistico diventeranno zone edificabili, con destinazione a completamento edilizio.
Il 26 marzo del 2001 le associazioni ambientaliste, riunite nel Coordinamento ambientalista “Lago di Bracciano”, presentarono alcune osservazioni al progetto.
Si affermava innanzitutto che l’elaborato continuava a favorire un livello di espansione del tutto spontanea e disordinata del tessuto urbano, senza prendere in considerazioni la vincolistica relativa al Piano straordinario dell’assetto idrogeologico, quella paesistica e la stessa legge Galasso, ormai sepolta dalle brame costruttrici governative.
Infatti gli ambientalisti sottolinearono che nell’area alle pendici sud-est di Monte Calvario, in località Sassone, la zona considerata dal PTP come zona boscata, viene invece sorprendentemente trasformata in “Zona B – Zona di completamento con giardino arborato”.
Veniva chiesta una fascia di rispetto di 200 metri per tutto il perimetro del Bosco Macchia Grande, dal momento che la variante prevede “Zona D2 – Zona produttiva” (”piccola industria di trasformazione, forni di evaporazione….può essere concessa deroga all’indice di copertura e di altezza massimi”) per aree lungo la strada degli Scaloni e in località Macerine, adiacenti al bosco. L’altissimo valore naturalistico di questa cerreta, tra le più importanti dell’Alto Lazio, ormai inserita dal Consiglio direttivo del Parco Naturale di Bracciano e Martignano nei propri confini, induceva una maggiore attenzione all’integrità ecologica, dopo i danni arrecati recentemente dall’edificazione della zona artigianale.
Altra osservazione degli ecologisti riguardava l’area ubicata tra la piazza Tittoni e la stazione ferroviaria, vincolata dalla legge 1497/39: anche qui è prevista una zona B destinata a completamento con giardino arborato
Inoltre veniva richiesto lo stralcio per i terreni della Fondazione Vittori, destinati ad edilizia popolare. Questa vicenda è diventata emblematica del territorio manzianese: il Comune di Manziana, nonostante la protesta di numerosi cittadini e associazioni che volevano impedire lottizzazioni e usi impropri dell’area, approvò un Piano di edilizia economica e popolare e indisse una gara d’appalto per i lavori di completamento della palazzina stessa e per le opere di urbanizzazione del piano di edilizia popolare, vinta da una ditta di Cerveteri che iniziò i lavori.
Ma dopo poco tempo, si fermò tutto, per difficoltà economiche della ditta che ha rescisso il contratto e il Comune ora dovrà indire una nuova gara
E che fine hanno fatto tutte queste osservazioni? Furono tutte respinte.
Una buona notizia per coloro che hanno a cuore un corretto sviluppo del territorio è rappresentata dal totale accoglimento da parte del Consiglio comunale di Manziana, (anche se soltanto per motivazioni legate alla fretta per impedire un’ulteriore trasmissione della variante alla Regione Lazio), delle osservazioni regionali che prevedono un declassamento di alcune zone B di completamento in zone C di espansione, con un evidente minor indice di edificabilità e con l’obbligo per i proprietari dei terreni, se l’ammistrazione comunale non dovesse redigere i Piani Particolareggiati, di predisporre a proprie spese i Piani di Lottizzazione Convenzionata e di Urbanizzazione con fogne, strade, parcheggi, acqua, illuminazione, ecc., prima di avere il permesso di costruire.
Invece le zone degli Scopetoni e delle Macerine sono state stralciate dal progetto, poiché necessitano prima di piani di recupero. Ricordiamo infine che esistono 1.057 fenomeni di abusivismo edilizio nel territorio di Manziana fino alla primavera del 2001, sicuramente aumentati, visto il recente condono introdotto dal governo Berlusconi. Nostra intenzione è quella di seguire l’evolversi della situazione, approfondendo alcuni aspetti tecnici e dando voce ad amministratori, associazioni, partiti e cittadini, affinché la programmazione del territorio non sia delegata alle “segrete stanze”.

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