Egregio direttore,
abbiamo letto gli articoli sul Parco pubblicati sul numero 5 (maggio 2002) del suo giornale. Ci sembra che il pezzo intitolato “la polemica”, firmato Settimio Cecconi, mantenga appieno le promesse: dare i numeri. Ma naturalmente solo quelli che interessano al Cecconi, il quale su altri, più attendibili e forse interessanti per i lettori, tace accuratamente. Vediamo.
1. Si lamenta che l’Ente Parco abbia solo due guardiaparco.
In effetti, sarebbe difficile averne di più, senza una sede dove possano dignitosamente essere alloggiati. Dimentica, il Cecconi, che l’Ente Parco è nato due anni fa, senza una sede e senza una organizzazione. Solo grazie all’intraprendenza del Consiglio, alla disponibilità del Comune di Bracciano e al finanziamento concesso dalla regione Lazio è stato possibile dotarsi di una sede, che sarà disponibile a giorni: dopodiché si tenterà di avere più guardaparco, che possano lavorare in condizioni civili.
2. Solo un mezzo a disposizione per controllare il territorio.
Certo, immaginare due guardaparco con più di un mezzo con il quale girare è proprio da signori…
3. Nessun mezzo antincendio.
Secondo il Cecconi, con soli due guardiaparco bisognerebbe avere più di un mezzo a disposizione per controllare il territorio, e in più un mezzo antincendio: anziché guardiaparco, li chiameremmo supermen. A parte le battute, la prevenzione degli incendi non è solo questione di mezzi, ma anche e soprattutto di integrazione tra vigili del fuoco, corpo forestale, comuni, ecc. Come Parco stiamo seguendo questa strada.
4. Centinaia i nulla-osta rilasciati. In effetti. I cittadini chiedono e, entro 30 giorni dalla domanda, ottengono risposte. E’ un bene o un male? Il Parco, in questa fase, attua le leggi esistenti, servendosi di professionisti (tra i quali il consulente ambientale, introdotto dal consigliere Cecconi, che peraltro svolge un lavoro apprezzabile e responsabile). Se ci sono abusi, ci si rivolga agli altri organi competenti. Altrimenti, il silenzio è d’oro.
5. A zero il piano di sviluppo economico e sociale
Deve essere predisposto dalla Comunità del parco. lI Consiglio del parco può essere, come è, solo di stimolo allo scopo.
6. Zero le brochure illustrative del parco. Una grafica del territorio sta per realizzare una brochure, non a cinque come riteneva equo il Cecconi, bensì a tre milioni…
7. Quaranta i milioni “concessi” al consulente urbanistico del Parco per la progettazione della nuova sede.
Dunque, Cecconi sa della nuova sede (per la quale sono stati ottenuti 250 milioni di lire di finanziamento: ecco un primo numero che il Cecconi omette…). Con uno sforzo di memoria, ricorderebbe anche che il compenso al consulente, che comprende
progettazione, direzione lavori e piano della sicurezza (lVA e tasse comprese), fu oggetto di attenta discussione in Consiglio, il quale dovette prendere atto che si trattava di parcella (debitamente vistata dall’ordine) “dovuta”. Cecconi raccolga dunque il suo stesso invito a mettersi d’accordo sul significato delle parole. e si documenti sulla differenza di significato tra concesso” e “dovuto”.
8. Compensi al dr. Giuntarelli. Qui il Cecconi raggiunge vette di maestria quanto a dare numeri. In effetti, Giuntarelli temporaneamente prende esattamente il 40% di quanto dichiarato da Cecconi, il quale, essendo consigliere del Parco, dovrebbe esserne informato. Ma forse è troppo impegnato in sterili polemiche per svolgere al meglio il proprio compito. Quanto al (lauto?) compenso percepito da Giuntarelli come consigliere circoscrizionale, verrebbe da ribattere con Arbasino: è la democrazia, signora mia…
9. 45 milioni per un film divulgativo sul Parco. Il Cecconi prima si lamenta dell’assenza di brochure, poi critica il film divulgativo… Di nuovo: la commissione aggiudicatrice ha operato violando norme? Si vada in tribunale. Altrimenti, si tratta solo di insinuazioni, diffuse a mo’ di venticello…
10. Zero i sentieri natura. Ancora: ma allora Cecconi in consiglio si distrae!
Caro direttore, anche il suo giornale, proprio nel riquadro sovrastante l’articolo del Cecconi, dà notizia delle ultime delibere del Parco, tra le quali quelle per le porte del Parco, la tabellazione, l’informazione, la didattica, la sentieristica, le aree di sosta. E sì che si può dissentire, ma da svegli.
11. Zero le risposte della regione sullo statuto.
Confessiamo: siamo innocenti!
12. Poco per lo sviluppo sostenibile, lo studio del territorio, ecc. In effetti, ricordiamo il Cecconi affaccendato in confronti aspri con talune persone, ma non sospettavamo che la circostanza gli facesse dimenticare (di nuovo…) l’oggetto della riunione, tenutasi a dicembre 2001, nella quale furono presentati ben sette studi sul territorio, attualmente in fase di esecuzione a cura di eminenti studiosi. Invitiamo poi il Cecconi a leggere almeno la… “Voce del lago”: scoprirebbe che il Parco sta facendo, come sopra detto, le porte del Parco e la tabellazione, l’informazione, la didattica, la sentieristica (ottenuto allo scopo un finanziamento di 500 milioni di lire, altro numero “dimenticato” da Cecconi), le aree di sosta (tre, una in ognuno dei Comuni che si affacciano sul lago, per una spesa prevista di 150 milioni di lire). Con un ulteriore sforzo, leggendo i verbali delle riunioni del Consiglio del Parco, Il Cecconi si accorgerebbe, addirittura, che sono stati ottenuti anche i finanziamenti per avviare il piano di assetto (altri 500 milioni di lire: anche questo numero sfugge al Cecconi…): il tutto a soli due anni dall’istituzione: invitiamo a verificare se tutto ciò corrisponde al profilo di un Parco “in stato comatoso”.
Caro direttore, certo, l’articolo di Cecconi ha consentito di incrementare la vendita del suo giornale (ne abbiamo comprato due copie), ma, la preghiamo, la prossima volta, verifichi che quello che pubblica sia fondato, almeno confrontando i pezzi stampati sulla stessa pagina dello stesso numero del suo stesso giornale.
I membri del Consiglio direttivo del Parco:
Piero Catena, Luciano Barra, Giovanni Donati, Claudio Ferrazza, Vittorio Lorenzetti
