Di Settimio Cecconi (Consigliere C.d.A. del Parco)
Invitavo qualche tempo fa sulle colonne della “”Voce del lago” a compiere un’operazione preliminare di tipo linguistico quando si parla di Parco: mettersi d’accordo sul significato delle parole.
Anche in condizioni di democrazia consolidata il rischio della manipolazione linguistica è sempre presente, accompagnandosi spesso a forme di accentramento del potere decisionale, manifesta insopportazione delle critiche, richiami ossessivi al principio della legittimazione data dal voto popolare. Ma nessuna maggioranza può togliere a me cittadino i diritti fondamentali, altrimenti si va verso i fascismi. Ma vi chiederete che centra tutto questo con il Parco? C’entra perché lo stato comatoso del Parco rivela tutti i sintomi della decadenza del significato delle parole e di un dirigente che invece di portare tutte le questioni, anche dure, alla luce del pubblico dibattito, preferisce lavorare sui piani tutti politici di scambi tra poteri.
Contro questa intossicazione invitiamo tutti coloro che partecipano al dibattito sul Parco a dare sempre definizioni se non scientifiche almeno ragionevoli e a dare soprattutto numeri.
Cominciamo noi a dare qualche numero senza commenti.
- Due i guardaparco assunti (la pianta organica ne prevede 11 con relativa copertura finanziaria). Misteriosi i motivi che impediscono all’Ente Parco, nonostante le reiterate richieste avanzate dal consigliere ambientalista, di accogliere almeno le domande di trasferimento nel Parco Bracciano-Martignano atte da alcuni guardaparco in servizio in altre aree protette;
- Uno il mezzo a disposizione della vigilanza (Fiat Panda) per controllare un’area di 160 kmq la piccola Riserva di Monterano ha a disposizione due fuoristrada Land Rover;
- Zero i mezzi antincendio a disposizione
- Centinaia i nulla-osta rilasciati. C’è una quantità di richieste edilizie da litorale romagnolo piuttosto che da area tutelata;
- A zero il piano di sviluppo economico e sociale che doveva essere elaborato dalla Comunità del Parco;
- Zero le brochure illustrative sul Parco. Una proposta di una grafica per un importo di cinque milioni di lire è stata giudicata eccessivamente onerosa dal direttore del Parco;
- Quaranta i milioni concessi al consulente urbanistico del Parco, architetto Milone, per la direzione dei lavori di adeguamento della nuove sede del Parco in Via Saffi a Bracciano,
- Undici e cinquecento i milioni mensilmente versati al dottor Giuntarelli per la gestione a scavalco del Parco di Bracciano, in aggiunta ai quattordici che egli percepisce dall’Ente Parco Roma Natura di cui è direttore a tempo pieno e al gettone milionario che gli viene corrisposto come consigliere di Alleanza Nazionale al X municipio di Roma;
- Quarantacinque i milioni assegnati ad una ditta di Roma per un film divulgativo sul Parco. Al riguardo facciamo osservare la singolarità della scelta: la commissione aggiudicatrice formata dal dottor Giuntarelli, dal ragionier Francucci e dalla dottoressa Giraldi, consulente giuridico del parco e Segretaria del Comune di Trevignano ha deliberato in base a criteri quantitativi. L’offerta alternativa di C. Prola, documentarista scientifico di fama internazionale, è stata rigettata in quanto la durata del film proposto era inferiore di cinque minuti!
- Zero i sentieri natura;
- Zero le risposte da parte della Regione Lazio dopo l’invio dello Statuto dell’Ente avvenuto più di un anno fa.
Faremo in un prossimo articolo una lettura analitica del bilancio dell’Ente Parco Bracciano-Martignano. Ma sgombriamo fin d’ora il campo da critiche populistiche o peggio; non è in discussione la quantità di denaro (il miliardo annuo per la tutela di sedicimila ettari è una goccia nel mare paragonato agli sperperi compiuti da amministrazioni comunali in opere dannose e inutili) ma il modo in cui esso viene speso: poco o nulla per la conservazione, la tutela, lo sviluppo sostenibile, lo studio del territorio, troppo per un apparato che troppo spesso èautoreferenziale e non diretto al compimento dei compiti istituzionali così come definiti dalle leggi.
