Archivio storico de "La Voce del Lago".

Un archivio prezioso

Posted by on 10 apr 2002 in Bracciano, Numero 4 - Apr. 2002 | 0 comments

Un archivio prezioso

Di Giorgio Migliardi

Parla l’architetto Brigida Mantini: “sono conservati tutti gli atti dei consigli della Comunità a partire dal 1852″

Brigida Mantini, laureata in lettere e archivistica, si occupa da anni dell’archivio storico del Comune di Bracciano che ha trovato ora una sistemazione prestigiosa nella nuova sede restaurata del complesso conventuale di Santa Maria Novella (ex Pretura). Un archivio che è forse unico in Italia per la sua continuità che percorre tutto l’arco di tempo, con pochissimi “buchi”, che va dal 1552 fino ad oggi “Una delle importanti particolarità dell’archivio – ci dice Brigida Matini che abbiamo sentito subito dopo la cerimonia d’inaugurazione dei piani già restaurati del convento- è che sono qui conservati tutti i verbali del Consigli Comunali a partire dal 1852″.

Ci stupiamo ma non è una istituzione democratica molto recente il consiglio comunale? Bracciano – spiega l’archivista – e state una delle prime città ad avere uno Statuto comunale. Statuto concesso appunto nel 1852 alla Comunità braccianese dal principe di allora Paolo Giordano I Orsini, con una serie di privilegi sui beni e le terre loro concesse (tra cui La Bandita)”.

Una sorta di Costituzione concessa alla città? “Certamente, la Comunità disponeva di un organo elettivo, il Consiglio dei priori, che aveva una certa autonomia, anche se con una qualche tutela del principe che nominava il Governatore. I rapporti tra Comunità e Orsini prima, Odescalchi poi, furono abbastanza costruttivi, anche se talvolta i braccianesi puntavano i piedi, soprattutto sulle questioni della giustizia, quando il Governatore calcava troppo la mano”.
Ma sono anche altri archivi importanti della storia di Bracciano, come quello privato della.
Collegiata che a partire dal Concilio di Trento ha assunto le funzioni di una vera e propria anagrafe, spiega Mantini, che auspica possa essere affidato, come anche quello dell’Università agraria, in convenzione al Comune “per una sua migliore conservazione”. Per non parlare poi dell’archivio degli atti notarili (ora all’Archivio di Stato), di quello Orsini, che si trova in parte a Roma e in parte all’Università di Los Angeles, di quello Odescalchi (dal 1696) che è stato reso agibile a Roma e di quello Patrizi, che si trova in Vaticano. “Un patrimonio notevolissimo che è a disposizione degli studiosi”, spiega Mantini che ha già preso contatti con le Università romane. Ma anche un patrimonio che è anche utilizzato per l’attività didattica. Lo scorso anno scolastico la Il A e la Il G della scuola media S. Giovanni Bosco, con la prof.sa Lanfranca Conti, hanno fatto un corso di due ore a settimana su alcuni aspetti della storia di Bracciano sulla base dei documenti di archivio.

Leave a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>