Di Alfredo Di Stefano
Alfredo Di Stefano ha presentato sabato 16 marzo una relazione sull’agricoltura nei tre paesi del Lago al convegno dell’Associazione ‘Azione e libertà -Stella polare svoltosi al liceo Vian di Bracciano e dedicato a Turismo, ambiente e sviluppo imprenditoriale. Nella sua relazione, di cui qui possiamo dare uno stralcio, ha per la prima volta analizzato i dati disaggregati sull’agricoltura locale che emergono dall’ultimo censimento dell’agricoltura. Nel corso del convegno, moderato da Modestino Adamo (presidente di “Stella polare” sono state presentate relazioni tecniche da Massimo Scalise (la domanda turistica) e Roberto Minervini (la salvaguardia del lago). Oltre ai politici Leonardo Gatarci e Giorgio Simeoni, è stata anche l’occasione di un intervento del candidato sindaco del centro-destra a Bracciano, Enzo Negri.
Chi si occupa del comparto agricolo, ormai da anni aveva notato un’irreversibile contrazione dell’attività agricola anche a seguito di fenomeni economici complessi ed a scelte politiche non sempre azzeccate. I sistemi economici globalizzati e gli orientamenti dell’Unione Europea, insieme alle scelte dei consumatori, hanno indirizzato gli operatori del settore, i pochi rimasti, su produzioni innovative su un territorio agricolo sempre più ristretto a causa dell’urbanizzazione dilagante negli ultimi venti anni.
Per studiare la vastità del problema e per dare una fisionomia all’insieme del complesso mondo agricolo si aspettavano con impazienza i dati, sia pure provvisori del 5° Censimento generale dell’agricoltura, uno strumento informativo a livello nazionale e locale che, attraverso un confronto con i dati precedenti (quelli del censimento del 1990) ci permette, una analisi di gestione e di valutazione dell’intero comparto. Nel gennaio 2002 la Provincia di Roma, grazie ad un ottimo lavoro fatto dall’Ufficio statistica, ci ha fornito i dati di confronto dell’intera provincia.
Provincia di Roma. Dai dati che riguardano il complesso del a Provincia di Roma emerge tra l’altro che il rapporto tra la Superficie agricola utilizzata (Sau) e la superficie dei comuni, in dieci anni è passato dal 46,17 per cento al 35.45 per cento, con una flessione del 10,72 per cento; segno dell’intensità con cui si sta verificando l’abbandono dell’agricoltura. Le aziende agricole della provincia, nel 2000 erano 60.477, con una flessione del 15,46 per cento rispetto al 1990, una flessione ben superiore a quella media regionale che è dell’8,90 per cento.
Qui il dato di interesse rilevante è quello che fissa il calo delle aziende in -54 per cento in pianura (in seguito all’eccessiva urbanizzazione di certe aree) e in -21 per cento nella collina litoranea, mentre risulta nella media (-6 per cento) sia per la collina interna che per la montagna interna. Inoltre la Superficie agricola utilizzata diminuisce rispetto al 1990 di oltre il 30 per cento in pianura e ci oltre il 22 per cento nella collina interna.
Per l’occupazione infine la Provincia di Roma si colloca all’ultimo posto nella Regione Lazio: nel 2000 la forza lavoro agricola rappresenta l’1,5 per cento del totale degli occupati mentre la media regionale è del 3,1 per cento. Ma veniamo allo stato dell’agricoltura nei paesi sul Lago di Bracciano. Li sintetizziamo.
Anguillara. Le aziende nel 2000 erano 128 contro le 198 del 1990, con una flessione del 35,40 per cento. La Superficie totale era di 2.082 ha nel 2000 contro i 4.044 ha del 1990. con una flessione del 48,50 per cento La Superficie agricola utilizzata è passata dai 3.700 ha del 1990 ai 1.976 ha de 2000, con una flessione del 47 per cento. Per contro, il Comune di Anguillara dei tre comuni che si è dotato di un ufficio per l’agricoltura e di un assessorato, che hanno varato tra l’altro progetti per l’istituzione di prodotti Doc, come il broccoletto. Ma anche qui l’espansione del cemento è testimoniata da questi dati dell’ultimo censimento: i fabbricati coprono ben 880 ha e le infrastrutture 290, con un totale di 1.170 ha tolti all’agricoltura.
Bracciano. Il numero delle aziende è più che dimezzato, passando dalle 644 del 1990 alle 302 del 2000. Troviamo invece Bracciano in controtendenza per quanto riguarda la Superficie agricola utilizzata che era di 6.770 ha nel 1990 mentre è leggermente aumentata nel 2000 (+6 per cento) con 7.171 ha. Questo si spiega probabilmente con l’accorpamento di diverse aziende e per il fatto che l’Università agraria si è ingrandita con terreni comunali.
Trevignano. Le aziende agricole sono passate dalle 327 del 1999 alle 134 del 2000 con una perdita del 60 per cento. La superficie agricola totale si è ridotta del 61 per cento, mentre quella utilizzata si è ridotta del 62 per cento.
Questo è il risultato delle scelte settoriali del Comune che hanno portato in questi ultimi anni ad un abbandono sistematico dell’agricoltura e a un’urbanizzazione esagerata. Ironia della sorte, l’assessore all’urbanistica di Trevignano è oggi presidente del Parco Bracciano-Martignano.

