Archivio storico de "La Voce del Lago".

Riflessioni per un modello di sviluppo turisctico

Posted by on 10 gen 2002 in Numero 2 - Gen. 2002 | 0 comments

Riflessioni per un modello di sviluppo turisctico

Di Gaetano Alibrandi

L’offerta turistica di Roma capitale ha una forza ed un’immagine tali da creare una sorta di cono d’ombra sulle altre località; le varie realtà laziali sono costrette a difendere i miseri spazi conquistati e difficilmente riescono ad emergere. Competere con Roma è un’ambizione che nessuna località del Lazio può vantare, ma è possibile assumere un ruolo collaterale ed integrare la propria offerta con quella della capitale. I turisti che già conoscono Roma sono interessati a nuove scoperte, ed un’offerta diversa può attirarli:
occorre promuovere specificità che rendano irrinunciabile visitare e fermarsi in una località, a maggior ragione se è possibile raggiungere la capitale in poco tempo. Diventa quindi strategico investire su nuove offerte turistiche, con itinerari complementari.
Il nostro territorio possiede potenzialità attrattive da valorizzare e mettere a sistema. La competizione con le altre località dell’hinterland romano (litorale) deve essere sprone allo sviluppo della qualità di offerta turistica e del passaggio dalla mera ricettività alla cultura dell’accoglienza. Attenzione particolare deve essere posta alla valorizzazione di quei prodotti ad alta valenza naturalistica, artistica, culturale che possano trasformare il territorio in un polo d’interesse per gli amanti della natura.
L’aumento dell’interesse per la gastronomia rende il mix paesaggio-arte-cibo strumento fondamentale per lo sviluppo turistico, collegando aree e settori tra loro diversi (ospitalità, ristorazione, agricoltura, artigianato, ambiente, archeologia, ecc.).
I prodotti artistici e culturali rappresentano un’opportunità unica di promozione del territorio; la civiltà romana, in particolare, può divenire un elemento di forte arricchimento, con testimonianze risalenti all’VIII sec. a.C. La presenza d’insediamenti termali può essere un ulteriore fattore di sviluppo, se si tiene conto delle trasformazioni rese necessarie dalla crisi che le località termali stanno subendo in tutto il territorio nazionale. Anche il recupero delle terme (Vicarello, Stigliano) deve partire dalla capacità di proporre offerte non tradizionali, ospitalità non curativa, gastronomia, integrazione in itinerari di interesse naturalistico, oltre che dalla valenza storica delle strutture stesse. Questo in un’ottica di crescita e di sistema integrato con aree contigue quali litorale, Tolfa, Veio e provincia meridionale di Viterbo. Bisognerà quindi intervenire su diversi fronti.
- Agriturismo: valorizzazione dei prodotti e degli edifici esistenti. Basti pensare ad uno sviluppo di Santa Maria di Galeria, ad un utilizzo del borgo di Vicarello (senza scempi urbanistici), al recupero dei casali abbandonati e dei centri storici. Solo questo ‘piccolo” patrimonio è sufficiente ad accogliere in maniera dignitosa ed allettante migliaia di turisti, senza necessità di edificare un solo metro cubo aggiuntivo.
- Escursionismo verde: rappresenta una valida alternativa per i turisti provenienti dalla capitale e per quelli che non amano percorsi turistici congestionati.
- Intrattenimento: programmare spettacoli ed eventi per creare notorietà e motivi di conoscenza del territorio
- Archeologia e cultura: puntare su una o più realtà storico turistiche con tour innovativi rispetto al circuito dei viaggi organizzati (musealizzazione a cielo aperto, campi archeologici, parco culturale ecc.).
- Termalismo: passare dalla sola offerta medico e sanitaria ad una di benessere fisico e mentale, qualificando le strutture esistenti senza stravolgerne le caratteristiche monumentali ed architettoniche.
- Turismo sportivo: la presenza dei laghi in un ambiente ancora parzialmente integro offre l’opportunità di sviluppo ulteriore, qualora si riuscisse a coinvolgere i circoli velici, dello sport acquatico non inquinante.
- Turismo congressuale: si possono ospitare convegni medi e piccoli con il sistema di ricettività diffusa esistente.
Realmente solo un piano integrato e sovracomunale delle offerte, che garantisca anche standard minimi di qualità, può essere in grado di sviluppare e sostenere, anche attraverso i fondi europei e regionali, l’offerta e la promozione turistica del territorio. Questa non può prescindere dal corretto ed effettivo funzionamento del sistema delle aree protette e dei parchi in esso presente. Anche Internet potrà servire se ben utilizzata dai Comuni interessati. Magari evitando di scrivere sul sito della Provincia di Roma in cui si fa un profilo storico di Trevignano, che questa cittadina “nel 1496 fu assediata per terra e per mare (sic!) da Alessandro VI”.

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